Con strumento la lingua albanese,
sui due dadi etruschi nella Biblioteca Nazionale di Parigi.
di
Ilir Mati
Istituto di Studi Etruschi di Tirana.
"Risulta molto difficile per gli etruscologi, che studiano la lingua etrusca, capire che l'albanese è uno bon strumento che può aiutarli nel loro lavoro".
Nel 1848 furono trovati due dadi in avorio, che a differenza di molti altri dadi invece di punti per i numeri 1,2,3,4,5,6 avevano grafema, cioè lettere, che gli studiosi chiamavano etruschi. La loro gioia fu grande, perché gli scritti di questi due dadi testimoniano le parole dei primi numeri da 1 a 6 degli etruschi.
E da quell'anno ad oggi, a partire solo da una scrittura dell'antica Roma che dice che è 7 la somma dei numeri segnati sui lati opposti dei dadi. Quindi 1 + 6 = 7; 2 + 5 = 7; 3 + 4 = 7. Ma anche, dal detto di uno studioso moderno, che la differenza tra i numeri dei lati opposti dei dadi è 3, quindi 4-1 = 3; 5-2 = 3; 6-3 = 3; i ricercatori non hanno smesso di studiare questi dadi. I dadi sono ora nella Biblioteca Nazionale di Parigi.
La difficoltà di determinare con precisione il nome dei numeri sta nel fatto che, con le lingue che i ricercatori conoscono, nessuna delle parole etrusche scrite, dà il nome di una cifra da 1 a 6.
Le sei parole scrite sono le seguente:
ΘV (thu)
ZAL (zal)
CI (ci)
HVΘ (huth)
MAΨ(makh)
ΣA (sa)
E, generalmente basato sul presupposto che HVTH (huth), è molto probabile che sia il numero 4, con il quale associano questa parola al nome di una città attica HYTTENIA = Tetrapolis, così come nel caso in una tomba etrusca, dove ci sono quattro demoni HARVN, si trova la parola HUTHS, i studiosi sono dell'opinione che HUTH sia la parola per il numero quattro.
E poi, secondo la regola che dall'altra parte del numero 4 del dado, dovrebbe essere il numero due, hanno detto, che il numero due etruscho è ZAL (zal).
In analogia con altri dadi tratteggiati, i ricercatori sono riusciti a scoprire che THU significa uno, CI è tre, MAKh è cinque e SA è sei.
Per me, un albanese che viaggia e studio il mondo degli Etruschi, quando ho visto questi dadi, mi sono fermato alla parola HVTH, che viene letto sia huth che hudh. Quindi, una parola che ti collega alla prima vista, con il gioco dei dadi: lanciare i dadi, i dadi sono lanciati. E poi ci sono altre quattro parole, che appartengono anche ai giochi di dadi: SA (sa)-quanto; ΘV (thu) - thuaj; MAΨ (makh) - il tavolo da gioco (alb. magj-e). Per le altre due parole CI (ci) e ZAL (zal) posso anche supporre che abbiamo le parole ki (alb. ki ky - it. chi ) e Zot - Dio (Zal, Sal, Baal).
In queste circostanze, prima di vantarmi, essere sicuro, che nella Biblioteca Nazionale di Parigi, non ci sono parole per i numeri etruschi, mi viene spontanea la domanda:
"Perché le parole sono scritte su questi due dadi, mentre dozzine di altri dadi etruschi e non, nei musei di tutto il mondo, sono senza parole, ma con punti"?
La mia risposta è un'ipotesi che deriva da un ragionevole dubbio:
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